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Le parole erano lì, nere sui muri del sottopasso della stazione e sulla facciata di un piccolo market. Insulti, frasi cariche d'odio, offese accompagnate da simboli fallici: cinque - sei scritte, tracciate con un pennarello. Ma questa volta non sono rimaste soltanto parole. Davanti all'odio c'è chi abbassa lo sguardo, chi preferisce voltarsi dall'altra parte. E poi c'è chi, a vent'...
La Stampa
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8-8-2026
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